Lettera del Presidente Confiam

 

La nascita della Confiam

La Musicoterapia italiana nasce e si diffonde grazie all'opera di promozione svolta dalla Pro Civitate Christiana di Assisi a partire dagli anni '70. Nel 1981 viene avviato, sempre ad Assisi, in forma ancora sperimentale, il primo corso italiano di musicoterapia.

Sono trascorsi più di vent'anni e il panorama italiano è profondamente mutato. La musicoterapia è divenuta una pratica conosciuta, diffusa in tutto il territorio, accreditata sul piano scientifico (la musicoterapia è stata inserita come materia di studio nel Corso di Laurea in Riabilitazione Psichiatrica ). Questo processo di crescita ha senz'altro beneficiato del proliferare delle associazioni di musicoterapia presenti sul territorio nazionale. Successivamente al moltiplicarsi delle associazioni, fenomeno che avuto il suo culmine fra la fine degli anni 80 e i primo anni 90, è seguito il tempo del confronto e dell'integrazione.

Nel 1994 viene infatti fondata la Confiam (Confederazione Italiana Associazioni di Musicoterapia) che si propone l'obiettivo di coordinare le varie realtà italiane e di articolare un rapporto con la musicoterapia europea ed internazionale. (European Music Therapy Confederation, EMTC, Word Federation of Music Therapy, WFMT) .

 

La formazione

Fra i vari aspetti curati dalla Confiam quello inerente la formazione appare centrale. A tal proposito la Confiam ha elaborato un protocollo inerente le attività formative (dalla sensibilizzazione al master) ed ha precisato i criteri di base per la formazione dei musicoterapisti (fra gli altri ricordiamo l'equiparazione del monte ore minimo dei corsi al IV livello di riconoscimento europeo, vale a dire 700 ore di cui almeno il 25% di tirocinio).

La definizione di questi criteri ha permesso di creare un coordinamento delle scuole di musicoterapia che si riconoscono e che rispettano tali criteri; inoltre per verificare il livello degli standard formativi, nell'ottica di un loro costante innalzamento, è stato avviato un processo di controllo delle diverse scuole attraverso un programma di visite periodiche effettuate da delegati Confiam.

 

L'esame d'idoneità professionale e la nascita dell'Associazione Italiana Professionisti della musicoterapia (A.I.M.)

Il lavoro svolto dalla Confiam per definire e precisare il protocollo formativo dei musicoterapisti ha permesso successivamente di organizzare il primo esame nazionale di idoneità professionale (a cui hanno avuto diritto di accesso i diplomati delle scuole Confiam, che abbiano svolto, inoltre, almeno 60 ore di supervisione inerente la loro attività professionale). La prima edizione di tale esame è stata organizzata dalla Confiam ad Assisi nel febbraio 2001; in seguito alla nascita dell'Associazione Italiana professionisti della musicoterapia (A.I.M.), associazione nata per accogliere i candidati risultati idonei, l'esame è stato organizzato congiuntamente dalla Confiam e dall'A.I.M. (la seconda edizione dell'esame è stata tenuta a Bologna nel Gennaio 2004).

 

Il registro dei musicoterapisti e l'A.I.M.

I candidati che superano l'esame di idoneità professionale (Confiam-A.I.M.) hanno la facoltà di iscriversi all'Associazione Italiana Professionisti della Musicoterapia (A.I.M.) che coordina e regola il registro professionale dei musicoterapisti (oltre a quello dei formatori e dei supervisori).

Attualmente quindi la musicoterapia italiana è rappresentata dalla Confiam (che si occupa di coordinare le varie associazioni di musicoterapia presenti sul territorio, di qualificare e migliorare l'attività formativa, di favorire la diffusione, la conoscenza, l'approfondimento teorico della musicoterapia, di promuovere progetti di ricerca) e dall'A.I.M. che coordina i vari registri professionali e si adopera per il riconoscimento della figura del musicoterapista.

 

Il V Convegno Confiam

Fra le diverse iniziative promosse dalla Confiam voglio ricordare il V Convegno Confiam "Musicoterapia e ricerca:quale Scientificità per la Musicoterapia" tenutosi a Bellaria nell'Ottobre 2003; il convegno, i cui atti sono stati pubblicati dalla Pro Civitate di Assisi, ha avuto un notevole riscontro in termini di presenze (più di 200 partecipanti ) ed ha avuto il merito di fare il punto sullo stato dell'arte della ricerca in ambito musicoterapico.

 

L'edizione inglese della rivista Musica et Terapia

In previsione dei prossimi appuntamenti internazionali, (il convegno dell'EMTC si terrà in Finlandia nel Giugno 2004, il convegno della WFMT si terrà in Australia nel 2004) la Confiam e l'A.I.M. hanno maturato la necessità di far conoscere ai colleghi dell'EMTC e della WFMT il lavoro svolto dai musicoterapisti italiani. E' comune sensazione che la realtà teorica ed applicativa della musicoterapia italiana sia poco conosciuta all'estero, e questo per diversi aspetti che non approfondiremo in tale sede. Va viceversa sottolineato che la nostra realtà, pur ancora carente sul piano organizzativo, presenta sul versante applicativo e teorico una notevole vivacità; questo grazie all'integrazione che esiste nel nostro paese fra il piano clinico e quello psicopedagogico, fra l'operatività di base e la ricerca applicata. Per presentare la musicoterapia italiana abbiamo ritenuto opportuno avvalerci della rivista italiana di musicoterapia (Musica&Terapia, edita dal 92) e selezionare al suo interno i contributi che meglio si prestano ad offrire una visione panoramica della musicoterapia italiana. Sono stati così individuati tre ambiti (preventivo, riabilitativo, terapeutico); per ognuno di essi viene presentato un contributo teorico ed uno o due contributi esperienziali. L'ambito preventivo presenta aspetti teorici e applicativi inerenti il contesto scolastico; quello riabilitativo presenta una riflessione sul concetto di riabilitazione in musicoterapia (riflessione rivolta all'età evolutiva ma estensibile agli adulti) e due esperienze (una pertinente all'età evolutiva, l'altra agli adulti); l'ambito terapeutico presenta una riflessione teorico-metodologica sulla musicoterapia recettiva seguita dalla descrizione di due esperienze. Con tale scelta non si è voluto identificare la musicoterapia recettiva con interventi a carattere terapeutico o escludere da questi la musicoterapia attiva, piuttosto sono state le esperienze di musicoterapia recettiva presentate, a forte connotazione terapeutica, a orientare in tale senso.

L'orientamento teorico che emerge dagli scritti fa soprattutto riferimento ai contributi concettuali della Psicologia Dinamica, Daniel Stern fra tutti; per quanto riguarda gli aspetti strettamente musicoterapici il pensiero di Rolando Benenzon appare una sorta di comune denominatore a partire dal quale si è sviluppata una scuola italiana di musicoterapia.

E' doveroso infine ricordare, anche se non compaiono in questa pubblicazione, i contributi teorici di matrice umanistica, afferenti alla musicoterapia creativa di Nordoff e Robbins, ed i contributi di matrice fenemenologica in quanto anch'essi presenti e applicati nel nostro paese.